il mio risveglio dal sonno

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Comprendere la crisi un paio d’anni fa è stato come risvegliarmi nel bacello di Matrix. Salvo che non si è attivato lo scarico. La crisi è un’enorme specupazione legata principalmente all’emissione del denaro, di cui il sistema bancario ha progressivamente espropriato (quasi) tutti gli stati al mondo. Ho riconosciuto dove sono e chi mi ci ha portato e farò di tutto per cambiare la situazione.  Tutto nella mia storia è iniziato 2 anni e mezzo fa. Da buon razionale mi sono messo a studiare la crisi: per conoscerla, capirne l’andamento ed i tempi, comprendere quali professionalità ed attività sarebbero sopravvissute e quali emerse. Ci ho messo 3 mesi di ricerche e studi per comprendere cosa è in atto. Il meccanismo è semplice e colossale allo stesso tempo. Tutte le informazioni tornano e compongono un puzzle che ho intessuto nel tempo e al quale le mie (piccole e modestissime) ricerche continuano ad aggiungere dettagli. Il debito pubblico, i Bund tedeschi, i suicidi e le morti accidentali di esperti di finanza (16 solo negli ultimi mesi), le dimissioni di Berlusconi con lo spread che si alza e poi torna a scendere, a dispetto del debito pubblico che galoppa, tutto porta a pochi attori di quello che sta succedendo. Premetto che prima d’ora non mi ero mai interessato di economia. Come molti di coloro che ritengono la materia noiosa e da lasciare ad altri. Ero mosso semplicemente da interesse per il mio futuro. Ma la questione è troppo grande e troppo importante per essere tralasciata, quando l’hai scoperta non puoi più fare finta che non esista. Naturalmente la vita va avanti. Ma sapendo che stai girando in una ruota da criceto e programnmandone la discesa al momento propizio. C’è un sistema finanziario che nel tempo, a passi successivi, ha espropriato l’Italia e (quasi) tutti gli stati al mondo del signoraggio bancario. Una parola grossa e brutta che rappresenta il diritto ad essere l’unico ente che emette moneta. Un tempo erano gli stati che emettevano moneta: se serviva la realizzazione di un’opera, dava un incarico e pagava l’opera realizzata stampando una  cifra su un pezzo di carta. Questo di per sé non creava inflazione, in quanto la nuova moneta andava a coprire e rappresentare il valore del nuovo bene prodotto. I detrattori diranno che la delinquenza e la corruzione porta a pagare anche lavori non fatti, e ci sta, ma, come nel fisico umano, un conto è parlare di un organo malfunzionante (in quanto sede di elementi corrotti), ed un conto è avere tutto il sangue infetto (un difetto nell’origine di tutta la moneta circolante).

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